Smilies.it è un magazine indipendente dedicato al linguaggio visivo digitale: emoji, faccine, emoticon testuali, GIF animate, sticker e meme. Ci occupiamo di una cosa sola, ma la facciamo con serietà: spiegare che cosa significano davvero i simboli che usiamo ogni giorno in chat, sui social e nelle community, come cambiano da un dispositivo all’altro e come si trasformano nel tempo. Non siamo un archivio di immagini da scaricare a caso: siamo una redazione che studia, verifica e racconta il modo in cui gli italiani hanno imparato a parlare per immagini.
La persona dietro il progetto
Mi chiamo Ludovica Marcheselli, ho 35 anni e vivo tra Bologna e Rovereto. Mi sono laureata in Semiotica all’Università di Bologna con una tesi sulle emoticon testuali nelle community italiane dei primi anni Duemila — quella ricerca, fatta leggendo migliaia di messaggi di forum, mi ha convinta di una cosa che porto ancora nel lavoro di oggi: i simboli grafici non sono un ornamento della conversazione, sono grammatica. Servono a fare quello che la punteggiatura non riesce più a fare da sola, cioè segnalare il tono.
Dopo il master in Digital Humanities a Trento ho passato dodici anni tra community management per piattaforme editoriali e consulenza di content design. Nel concreto vuol dire aver moderato forum con decine di migliaia di iscritti, aver riscritto linee guida di stile per redazioni che non sapevano se e come usare le emoji nei titoli, e aver litigato più di una volta con clienti convinti che un’emoji rendesse un messaggio “meno professionale”. Da cinque anni seguo in modo sistematico i rilasci annuali dello standard Unicode e le differenze di resa grafica tra i vendor: è un lavoro noioso e paziente, fatto di screenshot comparativi e tabelle, ed è esattamente la materia prima di questo sito. Insegno anche scrittura per il web in un corso post-laurea, il che mi obbliga a spiegare le cose in modo chiaro anche a chi non è del mestiere.
Perché un dominio con una storia che non è la mia
Qui serve una precisazione, perché la trasparenza è il motivo per cui state leggendo questa pagina. Non ho fondato io smilies.it. Il dominio esiste da oltre vent’anni ed è stato, per una lunga stagione, una delle gallerie di faccine e GIF animate più conosciute del web italiano: migliaia di immagini divise per categorie, usate spontaneamente da chi popolava i forum per firmare i propri post. Quel progetto è opera di altri, non me ne attribuisco né i meriti né i ricordi.
Ho acquisito il dominio nel 2026, dopo che era scaduto ed era rimasto inattivo. L’ho fatto per una ragione precisa: mi sembrava un peccato che un indirizzo così legato alla storia della conversazione online italiana finisse riciclato per qualcosa che non c’entra nulla. La scelta che ho preso è di continuità tematica, non di finta continuità editoriale: lo stesso campo semantico — le faccine, i sorrisi, il modo in cui si esprime un’emozione con un’immagine — trattato però con il formato di oggi. Le GIF da 20×20 pixel per i forum sono state sostituite dalle emoji Unicode e dagli sticker; il bisogno umano a cui rispondevano è rimasto identico.
Dall’archivio statico al magazine
Ricostruire una galleria di GIF nel 2026 sarebbe stato un esercizio nostalgico e poco utile. Abbiamo scelto un’altra strada: spiegare invece di accumulare.
Che cosa trovate qui
- Emoji e significati — schede di approfondimento su singole emoji, sul loro significato ufficiale Unicode e sull’uso reale che se ne fa in italiano, che spesso non coincide.
- Faccine ed emoticon per chat e forum — dalle emoticon testuali alle faccine animate, con guide pratiche all’uso nelle community.
- Grafica gratuita per il web — risorse visive libere, con verifica delle licenze, perché “gratis” non significa “si può usare ovunque”.
- App di messaggistica — come WhatsApp, Telegram, Signal e le altre gestiscono emoji, sticker e reazioni.
- Meme e cultura digitale — genealogia dei meme italiani e delle formule visive che circolano nelle nostre bacheche.
- Forum e community italiane — che fine hanno fatto, chi resiste, come è cambiata la loro grammatica.
Il nostro metodo editoriale
Fonti
Partiamo sempre dalla documentazione primaria: i file di riferimento dello Unicode Consortium, le note di rilascio dei sistemi operativi, la documentazione pubblica delle piattaforme. Le fonti secondarie vengono citate come tali, con link diretto.
Verifica
Quando parliamo di come appare un simbolo, lo verifichiamo su più ambienti — iOS, Android, Windows, browser desktop — perché la stessa emoji può cambiare significato percepito solo cambiando telefono. Gli screenshot comparativi che pubblichiamo sono prodotti da noi.
Aggiornamento
Ogni articolo riporta la data di pubblicazione e quella dell’ultima revisione. Le guide sulle emoji vengono riviste dopo ogni rilascio annuale dello standard: un contenuto sul linguaggio visivo che non invecchia bene è un contenuto sbagliato.
Firma
Ogni testo è firmato. Se un articolo è scritto da un collaboratore esterno, il suo nome e la sua biografia sono in fondo alla pagina.
Trasparenza, pubblicità e contenuti sponsorizzati
Smilies.it si sostiene con pubblicità, affiliazioni e un numero limitato di contenuti sponsorizzati. Le regole che ci siamo dati sono tre e non sono negoziabili: ogni contenuto sponsorizzato è etichettato in modo visibile all’inizio dell’articolo; accettiamo solo proposte coerenti con le nostre sezioni e con un valore informativo autonomo; nessun inserzionista ha voce sui contenuti redazionali né può ottenere la rimozione di un giudizio critico. Se un link è di affiliazione, lo diciamo.
Correzioni, contatti e collaborazioni
Sbagliamo anche noi. Se trovate un errore — una data, un’attribuzione, un significato reso male — segnalatelo: le correzioni vengono fatte in modo visibile, con una nota in calce all’articolo e la data della modifica, non silenziosamente.
Siamo aperti a proposte di collaborazione da parte di ricercatori, illustratori, moderatori di community e persone che quei forum li hanno vissuti davvero: la memoria della rete italiana è dispersa e vale la pena raccoglierla finché c’è qualcuno che la ricorda. Per scriverci, usate la pagina dei contatti.
Ludovica Marcheselli, direttrice editoriale
